Nell’attuale quadro internazionale di crisi energetica, che sta mettendo a dura prova i bilanci delle famiglie, l’Arcidiocesi di Taranto compie un importante passo per rispondere ai bisogni dei cittadini, soprattutto i più fragili, attraverso la Comunità energetica. È stato, infatti, siglato l’accordo di collaborazione tra Power Energia, società di sistema di Confcooperative sui temi energetici, e la Cooperativa Energia Rinnovabile e Solidarietà Condivisa (Cersoc), promossa dall’Arcidiocesi, quale frutto della 49esima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani svoltasi nel capoluogo jonico nel 2021.
Se n’è parlato stamattina, nel corso di una conferenza stampa in Arcivescovado cui hanno preso parte: l’arcivescovo di Taranto, monsignor Ciro Miniero, il presidente di Power Energia-Confcooperative Alberto Cazzulani e Pietro Panzetta, presidente della Cooperativa Energia Rinnovabile e Solidarietà Condivisa.
Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche l’iniziativa organizzata dall’Ufficio di Pastorale sociale, Lavoro, Giustizia, Pace e Custodia del Creato, guidato da don Antonio Panico, ed incentrata sul tema “Comunità energetica rinnovabile – L’energia siamo noi”.
L’evento si è svolto la sera del 20 ottobre nell’auditorium della parrocchia Santa Maria in Campitelli, a Grottaglie. Sono intervenuti: don Giovanni Longo per i saluti, don Luca Lorusso, economo dell’Arcidiocesi e vicepresidente della Cooperativa Energia Rinnovabile e Solidarietà Condivisa, il presidente della stessa cooperativa Panzetta e il presidente di Power Energia-Confcooperative Cazzulani. A trarre le conclusioni sarà l’arcivescovo Miniero.
L’intesa affida a Power Energia il compito di accompagnare la Comunità energetica dell’Arcidiocesi in tutte le principali fasi del suo sviluppo, dalla progettazione degli impianti fotovoltaici fino alla gestione tecnica e amministrativa della comunità energetica. La Cersoc è una cooperativa mutualistica nata per promuovere la produzione e la condivisione locale di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di generare benefici ambientali, economici e sociali per i propri soci e per il territorio, piuttosto che perseguire finalità di lucro. Un modello nel quale la sostenibilità diventa uno strumento di sviluppo della comunità e di sostegno alle persone più fragili.
«Insieme – ha commentato monsignor Miniero – possiamo sviluppare nel nostro territorio una energia alternativa. E questo è un punto veramente forte, sul quale tutti stiamo convergendo, anche per offrire un servizio, in particolare a quelle persone che non riescono a vivere con serenità per la mancanza di risorse economiche».
«Era il 2021 – ha detto il dottor Cazzulani – e la 49ª Settimana Sociale dei Cattolici che si svolgeva a Taranto individuava nelle Comunità energetiche rinnovabili un modo concreto di riaffermare l’ecologia integrale proposta dalla Chiesa, attraverso l’enciclica Laudato si’, come nuovo modello di sviluppo umano e sostenibile. L’essere stati scelti dalla Comunità energetica della Diocesi di Taranto quali partner ci rende convinti dell’impegno che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro».
Il dottor Panzetta ha, infine, affermato: «La nascita e lo sviluppo della Comunità energetica diocesana rappresenta la volontà di dare concreta attuazione a un modello di transizione energetica che tenga insieme sostenibilità ambientale, partecipazione e solidarietà. La Comunità energetica è già una realtà concretamente partecipata dall’Arcidiocesi, dal Seminario vescovile e da numerose parrocchie della diocesi, tra cui Santa Famiglia di Taranto e di Martina Franca, Santa Lucia, Spirito Santo, Santi Patroni d’Italia Francesco e Caterina, Cuore Immacolato di Maria, Madonna della Fiducia, Sant’Egidio Maria di San Giuseppe, Sant’Antonio, Maria Santissima del Rosario, Santa Maria Campitelli di Grottaglie, San Nicola di Lizzano e Santissima Trinità. Realtà che hanno scelto di aderire alla cooperativa e di contribuire attivamente alla costruzione e allo sviluppo di un ambizioso progetto sostenuto dall’arcivescovo Miniero. Da questa partecipazione vogliamo partire per allargare progressivamente la base sociale alle altre parrocchie della diocesi, agli enti ecclesiastici, al Terzo settore, alle imprese e ai cittadini che ne condividono finalità e valori».
