L'evento è stato organizzato dall'Ufficio per i Problemi sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato dell'Arcidiocesi di Taranto e dall'Azione Cattolica

Referendum Giustizia, un dialogo per ascoltare le ragioni del Sì e nel No

L'incontro si è svolto alla biblioteca "Acclavio" di Taranto

Promuovere un dialogo sereno e pacato per comprendere le ragioni del Sì e del No sul Referendum Giustizia e per poter scegliere in maniera consapevole e responsabile il giorno del voto. È stato questo l’obiettivo dell’evento – organizzato dall’Ufficio per i Problemi sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato dell’Arcidiocesi di Taranto e dall’Azione Cattolica di Taranto – che si è svolto nella biblioteca “Acclavio” lo scorso 9 marzo.

 

A parlarne sono stati gli avvocati Giuseppe Fischetti e Gaetano Vitale.

I lavori sono stati aperti dal direttore dell’Ufficio per i Problemi sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato, don Antonio Panico, sono seguiti i saluti della presidente di Azione Cattolica Taranto Letizia Cristiano. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Giovanni Camarda.

L’appuntamento con le urne è fissato per il 22 ed il 23 marzo prossimi.

L’incontro ha avuto anche lo scopo di incentivare la partecipazione dei cittadini aventi diritto al voto, nell’auspicio di poter contribuire a segnare un’inversione di tendenza rispetto al passato. Da qualche tempo, infatti, le percentuali di astensionismo sono sempre più alte, tanto da aver destato le preoccupazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della CEI pugliese che, in occasione delle elezioni regionali, ha realizzato un video per promuovere la partecipazione.

Dare il proprio apporto alla costruzione del bene comune è responsabilità di ogni cittadino ed in particolare di chi è credente, chiamato a dare testimonianza non solo attraverso la sfera della propria vita personale, ma anche attraverso il proprio apporto alla vita sociale.

Papa Francesco, attingendo alla lingua argentina, ha coniato il verbo “balconeare” per indicare coloro che mostrano distacco ed indifferenza rispetto al mondo circostante. Un atteggiamento, questo, che è assolutamente da evitare.

La responsabilità della scelta si basa innanzitutto sulla necessità di informarsi, ascoltando la voce di tutti, privilegiando quelle occasioni che si configurano come momento di dialogo e di confronto leale e rispettoso di tutte le posizioni in campo.